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Come nelle praterie del West

Guardi, presidente Vendola, il cittadino può anche pagare qualche tassa in più e la benzina più cara. Ma se ha bisogno di una visita specialistica, il cittadino la vuole gratuita in ospedale e non essere costretto ad andare allo studio del professore e pagare 150 euro.E se va in ospedale, vuole essere trattato come lei ha sempre detto in campagna elettorale: con umanità, e al centro dell'attenzione, non con sussiego da un potere che lo fa sentire ancora più indifeso nel momento di maggior debolezza. E se deve prenotare un’ecografia, non vuole sentirsi rispondere fra sei mesi se preoccupato della sua salute è ora. E non vuole lenzuola sporche, muri scrostati, stanze a otto letti, bagni indecenti. E vedersi dimettere anche se si sente male. E se trova la buona sanità, non vuole che sia talmente eccezionale da doverla segnalare al giornale. Il cittadino non è tanto allarmato dal deficit della sanità quanto dal suo funzionamento spesso indegno. Il cittadino non vuole ammalarsi di quella sanità che dovrebbe curarlo.
Questo per dire che il cittadino assiste con sempre maggior fastidio al minuetto della politica. È molto meno interessato alla testa di qualche responsabile che cade e molto più al pronto soccorso. E gli interessa soprattutto sapere se sarà costretto a dissanguarsi per andare in clinica privata o affrontare dolorosamente un viaggio della speranza. Questo significa per il cittadino una sanità che costi meno, non soltanto il deficit, gli sprechi, gli ospedali doppioni e neanche certi dirigenti superpagati.
Per il cittadino la sanità che costa meno è quella che funziona, anche se costa troppo. Insopportabile è che costi troppo e neanche funzioni. Per questo il cittadino è lontanissimo dallo spettacolo del consiglio regionale che si scanna per il bilancio, anche se le conseguenze cadranno sulle sue tasche. Di fronte alla propria salute, e a ciò che purtroppo si sente e si legge ogni giorno, non lo fa stare meglio la ragione o il torto dell’assessore Tedesco. O che l’opposizione gridi «dimettetevi dimettetevi».
Nessuno osi, con questo, tacciare di qualunquismo il cittadino. Se la politica non è servizio, non è nulla. È anche sogno, ma anzitutto servizio. E non si scambino gli eventuali buoni sondaggi su politici e amministratori con la felicità dei cittadini. La felicità del cittadino è una giornata con meno fatica, meno malessere, meno incertezze, più sicurezza, a cominciare dalla salute.
E subito dopo il lavoro. E i prezzi. Cioè concetti che raramente risuonano in quei remoti palazzi del potere perduti nei loro riti. E sono invece la vita vera nelle famiglie, ai mercati, sui mezzi pubblici, a scuola. E trasudano dai curricula vitae con i quali i ragazzi cercano ansiosamente un proprio futuro.
Il presidente Vendola lo sa talmente bene che questo è il suo linguaggio da essere umano fuori dalla recita della politica. E solo dopo aver ragionato come l’impiegato, il pensionato, la casalinga, lo studente si può parlare d’altro. Bisogna intercettarne lo stato d’animo come i cow boy che nelle praterie del West poggiavano l’orecchio a terra per ascoltare dove andavano i cavalli. Allora ha un senso parlare anche del resto. E delle realizzazioni di una Regione che, esempio, cerca di creare sviluppo con l’orgoglioso marchio Puglia sui suoi prodotti agricoli. Questo va bene a tutti. Ma la scelta dell'energia da fonti alternative al posto del petrolio sarà tanto più capita quanto meno si parlerà di pomposo ambientalismo e più di aria pulita, di tumori in calo, di vita all’aperto.
E i rifiuti, la coraggiosa scelta della raccolta differenziata invece dei bruciatori, sarà accettata seppur ostica e inizialmente fastidiosa, solo se la gente avrà più cassonetti e il ritiro porta a porta, altrimenti la gente dirà no a tutti come a Napoli assediata dall'immondizia, avvampata dai fuochi, devastata dal marciume, distrutta da uno spettacolo apocalittico di altri tempi, impiccata come i sinistri manichini di Bassolino e della Jervolino. E anche i dodici parchi regionali che l'attuale governo vanta, siano meno astioso estremismo ideologico di povertà da fili d’erba e più sviluppo figlio del rispetto di una terra toccata da dio. E il turismo degli alberghi diffusi, il letto e la prima colazione interesserà non più di tanto la gente se non ci sarà una difesa dei centri storici, profumi di forno più che fumi di hamburger.
La Puglia migliore non può essere uno slogan ma un respiro giorno per giorno, non enfasi da comizio ma parole al cuore. La Puglia migliore è piacere di starci e voglia di rimanerci, o non è proprio nulla.
Lino Patruno