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PER NATALE, PICCOLI DONI DA FARE ALLA TERRA

Proposti dal WWF.

 

Con Natale arrivano anche i regali natalizi. Perché non approfittarre di questa consuetudine per fare qualche piccolo dono alla nostra amica "Terra"? Perché, considerati gli scarsi risultati della conferenza internazionale sull’ambiente di Copenaghen, non le mostriamo la nostra solidarietà con qualche semplice "dono" natalizio?
Il WWF Foggia ne suggerisce alcuni. Si tratta in realtà di piccole scelte quotidiane ma che saranno sicuramente molto apprezzate dal nostro pianeta. Sono gesti da non sottovalutare se pensiamo all’effetto moltiplicatore: siamo 60 milioni nel nostro Paese e 6,8 miliardi sul Pianeta.
Cominciamo dai regali a parenti ed amici. Preferiamo doni non confezionati o con imballaggi ridotti e possibilmente realizzati con materiali riciclati. Tale scelta, insieme con quella di non donare prodotti "usa e getta", consentirà di ridurre materiali, energia e rifiuti. Per un dono sicuramente ecologico, ricordiamoci delle proposte delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni del commercio equo e solidale. Non regaliamo animali esotici: pappagalli, serpenti, pesci, scorpioni, …. Rinunciamo a questo stupido status-symbol. Sono prelevati dal loro habitat con danni enormi alla natura e sofferenze indicibili agli animali, oltre a favorire il traffico illegale d’animali selvaggi. Ignoriamo perciò l’esotico e regaliamo a cani e gatti abbandonati una nuova casa e un po’ d’affetto.
Passando all’alimentazione, acquistiamo prodotti di stagione. Per esempio, la produzione in serra di 1 kg di pomodori rilascia 3,5 kg di CO2 equivalente, rispetto a meno di 0,05 kg della stessa quantità di pomodori prodotti in campo, una differenza di ben 70 volte. Acquistiamo cibo locale che non abbia percorso molti chilometri per arrivare alla nostra tavola. Il trasporto aereo dei prodotti alimentari (per esempio di fragole, mele, pomodori, asparagi, zucchine…)  da un capo all’altro del Pianeta genera circa 1.700 volte più emissioni di CO2 rispetto ad un trasporto in camion per 50 km.
Consumiamo carne il meno possibile. Gli allevamenti animali, con i gas emessi, la distruzione delle foreste per produrre i mangimi e il consumo di acqua, causano un inquinamento superiore a quello di
tutti i mezzi di trasporto (aereo, nave, camion, treno) del mondo. Ad una bistecca di 250 grammi è associata l’emissione di 3,4 kg di C02, 1 kg di patate è invece responsabile di soli 0,06 kg di C02. Tra il pesce, preferiamo quello azzurro (sgombro, acciughe, sarde, ecc.) più sano ed economico ed evitiamo quello di specie in pericolo d’estinzione (tonno rosso, pesce spada, squali). Cominciamo ad orientarci verso i prodotti dell’agricoltura e degli allevamenti biologici. Sono più cari ma più buoni e più sani. Si eviterà di ingerire residui di pesticidi, conservanti e coloranti. Anche il clima ne beneficerà: l’agricoltura biologica richiede meno energia. Cuciniamo con pentole a pressione o, in mancanza, utilizziamo il coperchio, risparmieremo energia. Il forno a microonde riduce sensibilmente i tempi di cottura dei cibi.
Teniamo sempre presente che l’acqua di rubinetto costa centinaia di volte di meno di quella in bottiglia e non inquina con la plastica e i trasporti. Se dovesse avere un lieve odore di cloro, basta tenerla in una caraffa aperta per pochi minuti. Meglio i contenitori di vetro rispetto a quelli di plastica, prodotto non biodegradabile e in quanto tale da preferire solo per gli oggetti destinati a durare. Non sprechiamo l’acqua, riduciamone il consumo e applichiamo i diffusori ai rubinetti.
Riduciamo gli sprechi d’energia. Considerato che gran parte dell’energia elettrica proviene in Italia da centrali termoelettriche che usano carbone, petrolio o metano, ogni volta che azioniamo un apparecchio che consuma 1 kilowattora, nella stessa ora scarichiamo nell’atmosfera oltre mezzo chilo grammo di C02. Acquistiamo elettrodomestici a basso consumo energetico di classe A+ o A++, utilizziamoli a pieno carico, teniamo il frigo a 5°C o più e il riscaldamento a non più di 21°C, abbassiamo o spegniamo (quando non serve) il riscaldamento, usiamo la luce solo se necessaria e sostituiamo le vecchie lampadine con quelle a basso consumo, spegniamo gli stand-bye. In estate privilegiamo il più possibile i ventilatori e le finestre chiuse nelle ore più calde. Se costretti all’uso dei condizionatori, che consumano più energia, teniamoli ad una temperatura non più di 5°C inferiore a quella esterna.
 Utilizziamo l’auto il meno possibile, preferiamo il car-pooling, i mezzi pubblici, la bicicletta o spostiamoci a piedi. Installiamo a casa propria, se possibile, pannelli solari e fotovoltaici o piccoli generatori eolici, doppie finestre o rivestiamole con materiali isolanti. Riduciamo i rifiuti e facciamo la raccolta differenziata. Piantiamo alberi e piante se si possiede un pezzo di terreno, usiamo carta riciclata, acquistiamo mobili di legno certificato (FSC – Forest Stewardship Council). Convinciamo i nostri amministratori comunali a piantare alberi in città, a ridurre il traffico urbano, ad utilizzare negli uffici pubblici carta riciclata e mobili FSC, ad incentivare i cittadini all’utilizzo di pannelli solari.
Convinciamo amici, parenti, vicini, studenti e conoscenti per mezzo di dialoghi, e-mail, chat, lettere, etc. a fare altrettanto.
Come si vede, sono tanti i piccoli doni che ognuno di noi può fare, in ogni campo, per contribuire ad abbassare la febbre del pianeta.  Scegliamone qualcuno e magari scopriremo che, oltre che alla Terra, il dono lo faremo a noi stessi in quanto la nostra vita migliorerà senza complicarsi.