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Vieste/ Omicidio Pecorelli, il sindaco Nobiletti: “Spietato rituale senza limiti alla ferocia”

«L’ennesimo ed ef­ferato atto criminale toma a sconvolgere la nostra città. An­cora una volta la coscienza in­tegra di tutta la componente sana della nostra comunità viene pe­santemente scossa da un altro impressionante e spietato rituale omicida consumato senza alcun limite alla crudeltà ed alla fero­cia». Parole del sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti che toma a far sentire la sua voce dopo l’ag­guato di martedì mattina, come aveva già fatto nel recente pas­sato in concomitanza con altri fatti di sangue. «Restiamo ancora una volta sgomenti di fronte alla tragica sorte di giovani vite con­segnatesi volontariamente alla roulette russa della militanza criminale e sottrattesi alla nor­malità di una vita onesta, labo­riosa e dignitosa. Il che» dice il primo cittadino “ci pone interrogativi angoscianti sulla sugge­stione crescente operata dai so­dalizi criminali su frange dei no­stri giovani inclini a farsene sug­gestionare passivamente. Pur sollecitati da un latente senso di sconforto, non cadremo però nel­la tentazione di abbatterci e con­tinueremo a nutrire speranza af­finché l’offensiva dello Stato al crimine mafioso nel nostro ter­ritorio darà un giorno, speriamo il più vicino possibile, la risposta tanto attesa». Parole che ricalcano quelle pronunciate a fine aprile all’in­domani dell’omicidio di Anto­nio Fabbiano e qualche settima­na prima dopo l’agguato del 6 aprile in cui era caduto Giam­battista Notarangelo: in quelle circostanze il sindaco Nobiletti aveva chiesto «alle autorità com­petente misure eccezionali per una situazione unica e straordinaria in tutta la sua dramma­ticità»; e sollecitato «una risposta dello Stato ferma, risolutiva ed esemplare che possa finalmente porre fine a questa inaccettabile sequenza di atti criminosi».Il 3 maggio sulla scorta della ripresa della guerra di mafia a Vieste dopo una tregua di 8 mesi (tra il 21 marzo e fine aprile si registrarono 2 omicidi e un ten­tato omicidio «pesante», quello del boss Marco Raduano ndr) si riunì proprio nella cittadina garganica, in Comune, il comitato pro­vinciale per la sicurezza e l’or­dine pubblico con prefetto, ver­tici delle forze dell’ordine e sin­daco. Fu anche l’occasione quella riunione per la sottoscrizione da parte dell’amministrazione co­munale di un accordo per acce­dere ai finanziamenti del mini­stero dell’Interno per istallare ul­teriori telecamere.

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