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VIESTE/ CRONACHE DAL PALAZZO  “VIAGGIO FRA RICORDI, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE E CURIOSITÀ” (12)

LA VITA POLITICA DELLE VARIE AMMINISTRAZIONI CHE SI SONO SUCCEDUTE DAL 1971 AL 2007

Verso la metà dell’anno 1973 l’assessore Polidoro è stato sosti­tuito dal prof. Falcone Pasquale con delega all’Urbanistica.

E’ stata l’ultima amministrazione capeggiata dal Sindaco Lator­re, iniziata nel luglio 1956 e terminata a giugno 1976, intervallata dall’amministrazione presieduta da Ludovico Ragno (1960 – 64) e dal Commissario Prefettizio Dott. Alberico (1970 – 71).

L’ultima avventura amministrativa di Latorre iniziava con una pendenza giudiziaria che, a vario titolo, ha coinvolto anche il geom. Delli Santi.

Entrambi furono indiziati di reato mediante una comunicazio­ne giudiziaria (l’attuale avviso di garanzia) relativamente ad una omissione di atti d’Ufficio per essere stato inadempiente su di un provvedimento di natura igienico-sanitario riguardante la vicenda del Solfuro.

Latorre riteneva il provvedimento giudiziario quasi una provo­cazione, lui perfetto autodidatta e di notevole esperienza acquisita lungo un periodo di 20 anni. Riteneva, peraltro, che il provvedimento denotava una scarsa conoscenza di alcuni principi dell’ordinamento relativamente all’attività della Pubblica Amministrazione. Il Giudice Istruttore, incaricato del processo, liquidò la vicenda con un “non luogo a procedere”.

Gustosi aneddoti hanno accompagnato alcuni momenti della vita amministrativa di Latorre.

Qualcuno merita una segnalazione particolare.

Verso l’inizio dell’anno 1973 il responsabile dell’ENEL del­l’epoca si presentò al Sindaco, lamentando una scarsa collaborazione da parte degli abitanti di Via Giovanni XXIII che rifiutavano di ospitare provvisoriamente i cavi della linea elettrica, perché nel frattempo erano stati demoliti i ruderi di Via Firenze per far posto all’ampliamento della strada.

Fui convocato perché mi facessi latore di una proposta fra i soggetti più recalcitranti. L’ambasciata non sortì l’effetto voluto e Latorre a brutto muso esclamò: “Non si può impedire alla gente d’impazzire”.

La penuria di acqua, che veniva erogata con il contagocce dall’Acquedotto Pugliese, specie nelle stagioni estive, aveva portato alla esasperazione il sindaco che veniva contestato anche da mani­festazioni ostili da parte di turisti che protestavano vivacemente sotto il portone del Municipio.

Erano gli anni di crisi (1973-1974) sia per l’emergenza sanitaria dovuta ad accertati casi di colera che all’approvvigionamento di carburanti per la nota crisi del Golfo.

Il problema antico dell’acqua, rimasto insoluto per decenni, indusse Latorre ad inviare un telegramma dal tono perentorio ai dirigenti dell’Acquedotto Pugliese.

Il tenore era pressoché il seguente: “ l’auspicio è che le parole contenute nel presente telegramma si trasformino in pallottole al momento del ricevimento per farvi comprendere le sofferenze di una intera popolazione fortemente mortificata e umiliata specie nel periodo estivo; in tale periodo infatti si assiste ad una discreta mortalità, soprattutto di giovanissimi, dovuta a malattie endemiche per insufficienze igieniche”.

Non ci furono miracoli nei mesi successivi e Latorre ritornò alla carica accusando lo staff dirigenziale dell’Acquedotto di incapa­cità e disattenzione nei confronti di questo territorio proprio nel momento in cui si stava affermando nel campo turistico.

Memorabili, poi, le disquisizioni tecnico-giuridiche su interpre­tazioni del regolamento edilizio e sulla normativa dell’allora vigente Programma di Fabbricazione intessute fra il Sindaco, nella qualità di Presidente della commissione edilizia, ed il componente Mimmo Aliota. Chi scrive ha partecipato alle riunioni nella qualità di segre­tario della locale commissione, redigendo pagine e pagine di verbali ancora oggetto di consultazione.

E’ stato pesantemente contestato nel corso di quest’ultimo mandato; gli avversari politici non mancavano occasione per rinfac­ciargli le promesse non mantenute ed alcune ignorate forse anche volutamente. In particolare si faceva riferimento al problema del­l’ospedale, malgrado i 60 milioni ricavati dalla vendita dei terreni alla SNAM e che, purtroppo, erano oggetto di svalutazione in banca.

Verso la fine dell’Amministrazione, Latorre intuì che si stava esaurendo un ciclo politico vissuto intensamente. Insomma, un bilancio al tramonto.

Ha preso congedo nell’ultima seduta dell’assise consiliare, ringraziando il gruppo politico di appartenenza e con la speranza di non aver deluso le aspettative della cittadinanza.

e della Giunta con delega dell’1.12.1976:

  1. Montalbano Francesco – Assessore LL.PP.
  2. Dirodi Girolamo – Assessore Commercio e Personale -Marchetti Camillo – Assessore all’Urbanistica fino al 23.12.1977,

sostituito dal prof. Nicola Dirodi

  •  Azzarone       Giuseppe – Assessore supplente all’agricoltura
  •  Sollitto           Michele – Assessore supplente – viabilità

L’Amministrazione di sinistra, costituitasi nell’autunno del 1976, rappresentava, per la prima volta, nella storia politica locale, un’in­versione di tendenza.

Il dominio della Democrazia Cristiana è stato pressocchè pre­ponderante e costante in tutte le Amministrazioni succedutesi sin dagli anni ’50, per cui la nuova compagine aveva gettato scompiglio nell’elettorato viestano che, con i comitati civici, aveva sempre registrato il sopravvento.

Il primo atto qualificante dell’Amministrazione di Sinistra, appena insediatasi, è stato quello di controdedurre ai ricorsi che alcuni soggetti avevano proposto contro la localizzazione delle aree per la realizzazione dell’edilizia residenziale in attuazione della c.d. legge 167/62 e sulla base del progetto redatto dall’arch. T. Mastrantonio.

Qualcuno aveva intuito che la seduta del Consiglio Comunale, convocato per il giorno 25 gennaio 1977, sarebbe stata, per ovvie ragioni, infuocata. E così fu!

Da una parte i consiglieri di sinistra (n° 15 tra socialisti e comunisti presenti) favorevoli alle controdeduzioni nel senso di respingere i ricorsi presentati contro la scelta del sito per la zona “167” e 9 contrari + 2 astenuti nella parte democristiana. Ovviamente la delibera ottenne il via libera dando inizio a ciò che poi doveva diventare il nuovo quartiere residenziale dell’abitato.

Per una complicata e, per certi versi, controversa disciplina urbanistica non ancora compiutamente recepita dalla popolazione e dalla classe professionale operante nel settore che, in qualche caso ha comportato qualche disordine edilizio, è esploso il fenomeno dell’abusivismo che, in molti casi, è stato definito di necessità, ma che ha riguardato, anche in misura preponderante , l’aspetto turistico con la creazione di villaggi e campeggi, poi confluiti nel condono edilizio con la legge n° 47 del 28.02.1985.

Il problema non fu sottovalutato dal Sindaco che, indossata la fascia tricolore, piombò su qualche cantiere abusivo in corso, ordi­nando l’immediata sospensione verbale cui fece seguito il provvedi­mento di legge.

Per importanti e decisivi provvedimenti che, in qualche modo, dove­vano qualificare l’Amministrazione, confesso di essere a corto di notizie.

L’esperienza socialcomunista arrivò prematuramente al capolinea dopo meno di 2 anni, quando in un’afosa giornata di quasi fine agosto 1978, si presentò il Commissario Prefettizio, Dott. Natale D’Agostino, mentre era in corso una seduta della Giunta Comunale.

e della Giunta:

Soldano Guido – Assessore ai Lavori Pubblici

Marinelli Francesco – “ alle Finanze, Bilancio e Servizi Sociali

Starace Giovanni – “ alla Pubblica Istruzione e Attività Culturali

Fasani Luigi – “ all’Igiene e Sanità

Di Rodi Valentino – “ Supplente al Turismo –

Sport e Traffico e Urbanistica

Pecorelli Pasquale (1934)“     “ all’Assistenza.

Alla fine del 1978, dopo la breve parentesi commissariale, s’insediò la nuova Amministrazione che Ludovico Ragno, a capo della Giunta, ha bissato dopo l’esperienza sindacale dei primi anni ’60.

Parafrasando il titolo di un famoso detto, si potrebbe dire che “a volte ritornano”.

Anche la neonata Amministrazione ha dovuto affrontare il problema dell’abusivismo edilizio che, nel frattempo dilagava.

Dai primi mesi del 1979 erano quasi quotidiani i sopralluoghi effettuati con operatori della Polizia Municipale, che poi venivano trasformati in ordinanze Sindacali di Sospensione dei lavori quasi sempre disattese.

Qualche abuso a Nord dell’abitato è stato realizzato nelle imme­diate vicinanze di scavi sede di una necropoli preistorica dell’età del ferro e di un ipogeo paleo-cristiano.

Valentino Dirodi, fresco di nomina assessorile, riuscì a coniuga­re, in tempi brevissimi, il connubio fra sport e turismo riuscendo a far transitare anche per Vieste il “Giro d’Italia” nel maggio 1979 e successivamente, nominato anche Assessore all’Urbanistica, porta all’esame del Consiglio Comunale, nei primi mesi del 1982, l’ado­zione di importanti strumenti urbanistici ad iniziare dal Piano di recupero del Centro Storico (avviato su iniziativa della passata Amministrazione Social-Comunista), per poi passare al Piano Parti­colareggiato per le zone omogenee A2 e B.

Entrambi i piani, prima richiamati, sono stati successivamente licenziati con provvedimenti regionali che, in mancanza del Piano Regolatore Regionale, ha consentito un adeguato e quanto mai opportuno rilancio occupazionale.

La fine della legislatura si è conclusa con l’adozione del Piano Regolatore Generale, avvenuta in data 7 maggio 1983, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale e con il debutto del cosiddetto “Maggio Viestano”, manifestazione che è vissuta solo per altre 2 stagioni; per ragioni non note l’entusiasmo nato intorno a questa manifestazione cadde nell’oblio e nel disinteresse.

della Giunta (24.08.1983):

  • Nardella Domenicantonio – Assessore Igiene, Sanità, Sport, Cultura e Spettacolo
  •  
  • Dirodi Nicola –           “          all’Urbanistica e Pubblica Istruzione
  •  
  • Caruso Vincenzo fu G. –        “          al Bilancio e Finanza
  •  
  • De Angelis Adriano   –           “          al Commercio, Industria e Artigianato
  •  
  • Totaro Matteo            –           “          Supplente all’Agricoltura e Foreste
  •  
  • Nobile Carlo Antonio – “       “ al Turismo e Ambiente.

L’estate del 1983 è stata una stagione molto calda e, a detta degli esperti, una di quelle più calde degli ultimi 20 anni. Proprio l’11 agosto di quell’anno, giornata afosissima, il prof. Andrea Cariglia veniva nominato Sindaco in un tripudio di applausi e consensi da parte dei partiti di sinistra che lo hanno eletto (P.C.I. – P.S.I. – P.S.D.I. – P.R.I.) e una girandola di flash e di videocamere che, in quella giornata, affollavano l’emiciclo della sala consiliare.

Com’è di prassi in queste circostanze, il Sindaco espose succes­sivamente il programma concordato con la maggioranza nel campo turistico, urbanistico, ambientale ed occupazionale.

Al Sindaco non mancavano le “performance” estemporanee.

Verso la fine di novembre del 1983, una delegazione di senatori americani, comprensiva di qualche scienziato, faceva visita al nostro territorio ed ospitata nel complesso turistico di Pugnochiuso.

Alla serata di gala fu invitato il Sindaco con il Vice, prof. Nicola Dirodi, anche rappresentante della Comunità Montana del Gargano di cui era Vice – Presidente, ed altri personaggi della politica locale e provinciale. Dopo un frugale buffet, fu improvvisato un trattenimento danzante con la presenza del compianto maestro Rico Garofalo al pianoforte. Il Sindaco aprì le danze, invitando e ballando con una avvenente senatrice americana e capogruppo della spedizione. A conclusione della serata, il capo dell’Amministrazione sorprese la delegazione intonando, magistralmente, vicino al piano­forte “O Sole Mio” suscitando l’ammirazione dei presenti che non hanno risparmiato un fragoroso applauso.

Il copione fu ripetuto l’indomani con le stesse modalità all’Hotel Pizzomunno.

Una divagazione sportiva si è consumata nella primavera del 1984; una volta tanto, amministratori di maggioranza ed opposizione si trovarono insieme a difendere i colori della nostra città.

L’occasione è stata offerta dal Comune di Ischitella, che aveva promosso una simpatica iniziativa relativa ad un torneo aziendale di calcio fra Comuni del Gargano.

Vi presero parte amministratori e dipendenti comunali; al torneo hanno aderito i Comuni di Ischitella, Sannicandro Garganico, Cagna- no Varano, Carpino, Rodi Garganico, Vico del Gargano e Vieste, nella cui formazione è stato inserito anche il Vice – Sindaco, Nicola Dirodi e chi scrive nella veste di capitano..

Il torneo, che si svolgeva con incontri di andata e ritorno, ha ottenuto un largo consenso anche per la finalità, poiché il ricavato degli introiti delle partite, da libere e spontanee offerte del pubblico, era devoluto interamente in beneficienza e, in particolare, alla costru­zione del bunker al centro tumori del Policlinico di Bari, di cui la Gazzetta del Mezzogiorno si era fatta promotrice.

L’idillio nella coalizione di maggioranza è durata una sola stagione.

Turbolenze politiche, accompagnate da incomprensioni, anche di natura personale e divergenze, specie con l’alleato comunista, hanno determinato uno scollamento che ha portato alla revoca delle deleghe prima agli assessori Dirodi e Totaro con provvedimento del 24 maggio 1984 e successivamente alla revoca delle restanti deleghe in data 15 novembre 1984.

mario fabrizio 2008

12 – CONTINUA