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MONTE S. ANGELO/ GIORNI INTENSI PER IL PARCO TRA SUV RUBATI, DIRETTIVO MANCANTE DAL 2020 E PRESIDENTE ORMAI PROSSIMO ALLA SCADENZA

L’Ente deve fare i conti anche con la imminente sentenza (il prossimo 30 maggio) del processo per peculato (ormai chiuso) nei confronti della ex direttrice. Intanto lunedì 29 aprile a Carpino torna a riunirsi la comunità dei sindaci.

Sono giorni caotici per l’ente Parco nazionale del Gargano: tra suv rubati in circostanzesfortunate, voci che danno per imminente la sostituzione dell’attuale direttore ff con esponenti delle forze dell’ordine (tecnicamente impossibile), il mandato quinquennale del presidente ormai agli sgoccioli (mancano poco più di 3 mesi eper il prof dell’Università di Foggia è suonata la campanella dell’ultimo giro), l’assenza del consiglio direttivo che si protrae ormai da ben 4 anni e il cui varo si è purtroppo perso nella “notte dei tempi”,a rendere ancor più infuocato il clima si è aggiunta la clamorosa notiziariguardante il processo per peculato nei confronti della ex direttrice Maria Villani presso il Tribunale di Foggia: le udienze sono terminate e la sentenza è attesa per il prossimo 30 maggio. Lo riporta in un articolo il quotidiano “l’Attacco” di Foggia (a firma di Lucia Piemontese) apparso nella edizione di sabato 13 aprile a pag. 4 dal titolo “Parco del Gargano, Pazienza non perde il vizio. Il suv dell’ente rubato mentre era sotto casa del presidente durante le festività pasquali”.

TORNA INTANTO A RIUNIRSI LA COMUNITA’ DEL PARCO:AL CENTRO LA IRRISOLTA QUESTIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

 Appuntamento per lunedì 29 aprile 2024 alle ore 16,30presso l’aula consiliare del Comune di Carpinoper i 18 sindaci del promontorio più ente Provincia ed ente Regione convocati dal presidente della comunità del Parco per discutere di tre accapi all’ordine del giorno: 1) parere della Comunità del Parco su riaccertamento residui attivi e passivi del Rendiconto generale relativo all’esercizio 2023; 2) situazione politica-amministrativa dell’ente; 3) varie ed eventuali.

La comunità del Parco torna così a riunirsi a distanza di due mesi dall’ultima volta:era lo scorso 26 febbraioin quel di San Giovanni Rotondoe al termine della seduta – caratterizzata da una insistita diatriba tra il direttore ff e i sindaci di Carpino e Monte Sant’Angelo su alcune questioni tecniche – la comunità si astenne sul previsionale 2024. In quella medesima circostanza, dinanzi alla necessità di sollecitare il ministro Gilberto Pichetto Fratin a velocizzare la nomina del consiglio direttivo mancante dal 2020, anziché scegliere di recarsi di persona a Roma,i sindaciripiegarono sull’invio della solita ed ennesima lettera di protesta. Una scelta “suicida” poiché quella stradasi era già rivelata infruttuosa in passato e riproporla (con analoghi risultatia quanto pare, visto che a distanza di due mesi del consiglio direttivo manco l’ombra) è stato un atto di puro “tafazzismo”. Ma tant’è….

UN MANDATO CHE VOLGE AL TERMINE -QUELLO DELPRESIDENTE ORMAI IN SCADENZA-PRIVO PER GRAN PARTE DEL QUINQUENNIO DI GIUNTA E DIRETTORE EFFETTIVO

A Monte Sant’Angelo in via Sant’Antonio Abate sede dell’ente Parco da ben 4 anni mancano nell’ordine: il Consiglio Direttivo (assente dal 6 giugno 2020), la giunta (diretta conseguenza del Direttivo mancante) edun direttore effettivo (dopo il licenziamento del 6 settembre 2020 di Maria Villani entrata in carica il 1giugno 2020). E’ in piedi (ancora per poco) solo il presidente (nominato il 7 agosto 2019). Per il direttore agisce dal 10 settembre 2020un supplente, ovvero un dipendente facente funzioni.

LE CRITICITA’ PIU’ VOLTE DENUNCIATE?SONO SEMPRE LI’, IRRISOLTE

Senza un Consiglio Direttivo – va ricordato- non è possibile varare una giunta né inviare una terna al ministero per dotarsi di un direttore effettivo con la inevitabile conseguenza – obtorto collo- di ricorrere ai facenti funzioni, come già avviene del resto dal 2020 a Monte Sant’Angelo (ma anche prima). Non solo. Alla scadenza quinquennale del vertice (tra poco), l’assenza di un vice imporrà al Ministerol’invio di un commissario per garantire la continuità politica-amministrativa dell’ente.

Dinanzi ad un quadrosimile in grado di mettere a dura prova la pazienza di chiunque e a maggior ragione quella dei sindaci di un territorio, gli stessi piuttosto che avvertire la esigenza di intraprendereiniziative eclatanticapacidi spezzare l’attuale andazzoper indurre il Ministero a dare un’accelerata ai tempi (sempre più lenti),hanno preferito optare per iniziative accondiscendenti ma infruttuose.

IL MOTIVO DEL RALLENTAMENTO NELLE NOMINE

 E’ sempre lo stesso di sempre: le difficoltà del Ministero – per via del rispetto della parità di genere- nell’individuare una rappresentantedi sesso femminile per l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (Ispra). Viceversasarebbero stati invece già individuatii relativi profili (ma i nomi non si conoscono)per le restanti tre figure legate ai rappresentanti ministeriali di Politiche Agricole, Ambiente e associazioni ambientaliste.

EPPURE PER IL DIRETTIVOL’ITERE’ QUASI DEL TUTTO COMPLETATO

 Attivato lo scorso 6 novembre -in ossequio al sollecito ministeriale del 13 luglio 2023 – conil passaggio delle designazionidei 4 rappresentantiche aveva interrotto l’immobilismo della comunità del Parco, la quale veniva da tre sedute convocate e tutte andate deserte nel 2023, l’iter – va ricordato- è moncosolo della seconda parte, quella di sponda ministeriale. Si sperava chequest’ultimafosse più sprintata rispetto alla prima, decisamente da andamento (lento) e tra Roma e Monte Sant’Angelo si riuscisse nell’impresa di dotare il Parco del nuovo organismo entro la fine dello scorso anno. Così non è stato …. Anzi… Il 2024 è iniziato – e continua – alla stessa maniera del 2023, del 2022, del 2021, con l’ente ancora in attesa del varo dell’importante organismo.

Alla luce di un vuoto che si protrae ormai da tempo immemorabile, la trasferta dei sindaci a Roma – “col mattarello in mano” per dirla in gergo – si imporrebbe. Ma non si decidono. Lo faranno nella seduta di lunedì?

francesco trotta