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SANITÀ/ COME SIAMO MESSI. IL RAPPORTO DEL MINISTERO SUI LIVELLI ESSENZIALI. PUGLIA PROMOSSA                                

Sono freschi i dati del Ministero della Salute dell’ultimo monitoraggio dei LEA distinti per regione. I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione. Il monitoraggio ha messo in luce che, sebbene 13 Regioni e Province Autonome abbiano raggiunto la sufficienza in tutte le aree dell’assistenza sanitaria, ben 5 Regioni sono state bocciate nella prevenzione e nelle cure territoriali.

Le promosse: Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna. Tra queste, le regioni “top” non solo garantiscono i LEA, ma attraggono anche pazienti da altre regioni, generando un saldo di mobilità sanitaria di circa 5 miliardi di euro.

Le bocciate sono: Valle d’Aosta, Calabria, Sicilia Abruzzo e Basilicata. I migliori livelli assistenziali sono quelli del Veneto, in cima alla classifica, grazie a un forte miglioramento proprio nell’area della prevenzione. Buoni i risultati della Puglia: il monitoraggio ha evidenziato che i punteggi sono i migliori del Sud: 74 per l’area Prevenzione, 69 (qui è superata dalla Campania) per l’area Distrettuale, 85 per l’area Ospedaliera, stesso punteggio del Lazio e solo un punto in meno della Lombardia. Insomma, Puglia promossa per la gestione della sanità.

Ma se possiamo ritenerci moderatamente soddisfatti dell’assistenza ospedaliera (fatte salve le liste di attesa), il punto debole al centro di continue polemiche resta per noi garganici la sanità territoriale. E’ questa la vera sfida e la vera preoccupazione delle Amministrazioni locali, a partire dalla nostra e dal nostro Distretto, che rischia di non farci cogliere a pieno,  vanificare l’attesa, della piena operatività dell’ Ospedale di Comunità a causa dei tempi del cronoprogramma che, tra i cittadini bisognosi di assistenza,  caracolla tra momenti di ottimismo e momenti di apprensione. Anche qui ci vuole un monitoraggio e una parola chiara.

p.s. Il monitoraggio del Ministero ha scatenato le ire di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia. Nulla di nuovo; tutto il mondo è paese…

michele angelicchio