L’Italia trema, ma la maggiore attività sismica dell’ultima settimana si è concentrata nel Sud. Il sismologo Nicola Venisti esclude legami tra i vari eventi e ricorda che la Puglia, in particolare il Gargano e i Monti Dauni, è una zona ad alto rischio.
L’Italia trema da nord a sud, ma è nel Mezzogiorno d’Italia che nell’ultima settimana si è avuto il numero più alto di scosse telluriche. La più forte del 2025 è stata registrata proprio sul Gargano con una magnitudo 4.7 ed epicentro sulla costa tra Lesina e Torre Mileto. Nel giro di pochi giorni altri terremoti in Calabria, Sicilia, Campi Flegrei, e l’ultimo in ordine di tempo, questa mattina a Potenza. Tutti più o meno della stessa intensità. È solo un caso o c’è correlazione tra di loro?
Lo abbiamo chiesto al sismologo e responsabile del Museo di Scienze della Terra – Dipartimento di Scienze della Terra e geoambientali dell’Università di Bari, Nicola Venisti. “Non c’è nessuna correlazione. I terremoti di questi giorni interessano strutture geologiche differenti tra loro”.
Il sisma che venerdì scorso ha interessato la costa settentrionale del Gargano deve preoccuparci? “In quell’area sono presenti strutture sismogenetiche attive di un certo rilievo che con una certa ciclicità si riattivano e in passato hanno prodotto terremoti importanti come quello del 1627 che interessò tutta la Capitanata con un’onda di maremoto, e i cui effetti sono descritti nei documenti dell’epoca. I terremoti non sono prevedibili.
La Puglia è una regione sismica, altamente sismica è l’area garganica e dei Monti Dauni. Sono dieci i comuni classificati in zona 1 (rischio alto), tutti dei Monti Dauni, il resto della Capitanata è in zona 2 (rischio medio). A tal proposito è stata avviata la rete di monitoraggio sismico della provincia di Foggia, e nel 2020 è partito il progetto di microzonazione sismica dei comuni pugliesi, partendo proprio dal Foggiano”.
Cosa fare in caso di terremoto? “Mettersi in sicurezza nel posto in cui ci si trova, sotto ad un tavolo se si è a casa o sotto un banco se si è a scuola. Mai le scale o l’ascensore, sono i punti più pericolosi”.
saverio serlenga