𝘗𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪 𝘴𝘢𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘢𝘨𝘰𝘯𝘪𝘴𝘵𝘪 𝘦 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘦 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘪𝘯 𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘰
Un gruppo di ragazzi autistici parlerà in pubblico, nell’IISS Einaudi e cucinerà una pietanza dedicata proprio all’autismo. Quello che per un coetaneo rappresenta la normalità, per un autistico è invece il frutto di tante piccole vittorie e di un importante percorso terapeutico.
“Quello che abbiamo immaginato – ha detto Luisa Wilma Scarlato, psicoterapeuta e presidente dell’associazione Controvento APS, che organizza l’evento – è un ‘gemellaggio’ fra i ragazzi della nostra associazione e gli studenti che frequentano l’Istituto di Istruzione Superiore “Einaudi” di Foggia: partendo da una conoscenza, nonché un parallelo scambio di idee e prospettive nella prima parte della mattinata e proseguendo in cucina con la preparazione a più mani di un piatto dedicato, che “parli” dell’autismo attraverso la vista e i sapori”. L’iniziativa, che avrà luogo nell’istituto foggiano mercoledì 2 aprile a partire dalle 9, è stata realizzata grazie alla sensibilità del dirigente scolastico Lanfranco Barisano.
IL PROGRAMMA.
La prima parte della mattinata (9.00-10.30) si svolgerà in aula magna, ad introdurre la presidente dell’associazione Controvento Luisa Wilma Scarlato, psicoterapeuta-analista del comportamento BCBA e supervisore dei ragazzi che parteciperanno alla giornata, affiancata dal suo team specializzato di tecnici del comportamento. I ragazzi saranno i protagonisti, a cominciare dalla presentazione creata da loro stessi, che condivideranno con gli studenti, sarà un “momento” significativo e denso di emozioni.
La mattinata proseguirà in cucina, dalle 10.30 alle 13.00, sarà una preziosa occasione per dal loro l’occasione di immergersi in una nuova realtà, affiancati dagli studenti delle classi di cucina (peer-tutoring) potranno sentirsi e mostrarsi competenti, mettendo in campo le abilità acquisite, all’interno di un contesto sociale per eccellenza che è anche un luogo in cui sperimentare un potenziale e futuro inserimento lavorativo, un obiettivo a lungo termine, che presuppone lo sviluppo di diverse abilità apprese e da acquisire nel tempo e che contribuisce significativamente al miglioramento della qualità di vita sia della persona con autismo sia di chi se ne prende cura.
Partendo dalla mise en place in sala, si sposteranno poi in cucina dove si metteranno alla prova realizzando un “piatto a più mani” creato ad hoc, nel quale convergeranno le idee dei ragazzi e l’esperienza degli chef.
BUTTERFLY.
Il nome del piatto, anche questo scelto dai ragazzi, è “Butterfly”, vuole essere una metafora sull’autismo e un gioco di parole che veicola un “messaggio” importante e significativo: ciò che ci “sembra” a prima vista, o la prima idea che “ci facciamo”, non dovrebbe condizionare il nostro modo di vedere l’altro, ma dovremmo insegnare ai bambini sin da piccoli a guardare oltre la diversità e a scorgere l’unicità di chi abbiamo di fronte, incrementando la consapevolezza che ognuno di noi ha dei punti di forza e anche difficoltà , ma che ogni persona è portatrice di unicità e bellezza che vale sempre la pena di scoprire…così come il tripudio di sapori e colori che si “scopre” tagliando con la forchetta il “Butterfly”.
“Ringraziamo tutto il corpo docenti – ha aggiunto Scarlato – il presidente dell’Associazione Cuochi di Capitanata Mario Falco, i docenti Giuseppe Angino e Vincenzo Pazienza e lo chef Giuseppe Scarlato, che con la loro sapiente preparazione e grande sensibilità affiancheranno i ragazzi per la realizzazione di un piatto che nella delicatezza dei sapori e nell’arte dell’impiattamento, possa “parlare” dell’autismo, conquistando gli occhi e il palato”.