La geologa Amedei: “Zona sismica da sempre, ma pochi comuni hanno completato la microzonazione. Le abitazioni non sono a norma: servono più fondi e interventi urgenti”.
La provincia di Foggia dopo il terremoto dello scorso 14 marzo di magnitudo 4.7 sulla costa nord del Gargano, è interessata da uno sciame sismico. Ieri sera un’altra scossa degna di nota (3.7). Cosa sta succedendo? “Nulla di nuovo – spiega la geologa Giovanna Amedei -, il Gargano lo sappiamo da tempo che è una zona sismica dove si sono verificate e dove si verificheranno scosse. La costa garganica tra Torre Mileto e Lesina è un’area di faglie attive. In molti ci stanno chiedendo se ci saranno altre scosse. La risposta è sempre la stessa: i terremoti non si possono prevedere perché non riusciamo a capire quanta energia si riesce ad accumulare.
Piuttosto è importante conoscere il nostro territorio e le nostre abitazioni. Finalmente anche in Puglia sono iniziati gli studi di micro zonazione sismica in ben 84 comuni, quasi tutti del Foggiano. Purtroppo ad oggi solo la metà di questi comuni ha completato la micro zonazione sismica di primo livello. Troppo poco, bisogna fare molto di più e occorrono più finanziamenti. È molto importante capire quando arriva un’onda sismica, che tipo di terreno abbiamo. Altro elemento importante è quello legato alle nostre abitazioni.
In provincia di Foggia, il patrimonio edilizio è datato e non segue le normative sismiche. Ecco perché urge un adeguamento strutturale delle stesse abitazioni per farle resistere ai terremoti. Ricordiamoci che non si muove di terremoto, ma si muore se le nostre case non sono costruite in maniera adeguata”.
saverio serlenga