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REGIONE/ LA NORMA ANTI-SINDACI VERRÀ CANCELLATA DALLA CONSULTA. IL CONSIGLIO NON LA VUOLE ABROGARE. MA EMILIANO: «NON CI DIFENDEREMO NEL RICORSO»

La cosiddetta norma anti-sindaci è indifendibile da­vanti alla Corte costituzionale, dove Palazzo Chigi ha rilevato l’irragionevolezza del termine introdotto dal Consiglio regio­nale pugliese: i primi cittadini che vogliono correre per la Re­gione devono infatti dimettersi sei mesi prima della scadenza della legislatura, cioè cinque mesi prima del deposito delle liste. Ed è per questo che ieri la giunta regionale ha stabilito di costituirsi davanti alla Corte costituzionale per quattro dei cinque articoli impugnati dal Governo nella legge di bilancio 2025. Resta fuori, appunto, l’ar­ticolo 219 che contiene la mo­difica in materia elettorale.

Il governatore Michele Emi­liano ci ha tenuto a farlo sapere durante la seduta del Consiglio a maggioranza e opposizione, che il 18 dicembre avevano ap­provato la legge anti-sindaci con voto segreto. «Su questo punto – ha detto Emiliano – l’Av­vocatura ritiene di non avere elementi per resistere e, quin­di se non ci sono suggerimenti da parte vostra – ha detto ri­ferendosi ai consiglieri di en­trambi gli schieramenti – la giunta deciderà di non resiste­re e di non frapporre argomen­tazioni a confutazione».