Menu Chiudi

SESSANTENNE UCCISO A COLTELLATE AD ISCHITELLA, RESTA IN CARCERE L’UNICA INDAGATA

Rigettata l’istanza di scarcerazione per Ana Toader, 40enne di origini rumene, allo stato unica indagata per l’omicidio di Vincenzo Silvestri, 60enne di Ischitella, assassinato in un’abitazione nel centro storico del paese garganico, il 4 marzo dello scorso anno.

Lo ha stabilito ieri il gip del Tribunale di Foggia che ha prorogato di tre mesi la permanenza in carcere della donna. Negata anche la richiesta di un regime detentivo meno afflittivo, quale la misura degli arresti domiciliari, perché la donna non è in grado, al momento, di indicare un domicilio stabile.

A distanza di quasi un anno dal fatto, le indagini si stanno concentrando sul profilo di una terza persona, di sesso maschile, emerso dalle risultanze degli esami biologici condotti dal Ris di Roma, sui reperti raccolti e analizzati sulla scena del crimine.

Nell’immediatezza del fatto, i carabinieri fermarono la donna – difesa dall’avvocato Giuseppe Falcone – con la quale la vittima aveva una frequentazione e spesso erano stati visti insieme al bar del paese e in altri luoghi del centro storico.  La donna, era emerso nelle ore successive al fatto, era stata trovata accanto al corpo senza vita del 60enne, eppure la sua presenza sulla scena del crimine non sarebbe corroborata da elementi probatori univoci.

l fatto, lo ricordiamo, risale al pomeriggio del 4 marzo 2024, quando sarebbe scoppiato un diverbio tra due persone in un vicoletto del centro storico, nelle vicinanze dell’abitazione della vittima. Al culmine della discussione, Silvestri – conosciuto da tutti come ‘Enzino’ – è stato ferito a morte con almeno due fendenti, uno dei quali gli avrebbe reciso una arteria causandone la morte.

Poche ore dopo, i carabinieri arrestarono la donna, con l’accusa di omicidio: per l’accusa, “con reiterati colpi sferrati con un mezzo puntuto e tagliente ed attingendo su varie parti del corpo a Silvestri Vincenzo, gli cagionava ferite da difesa su entrambi gli avambracci, nonché lesioni gravi da punta e taglio sul lato sinistro del collo e sulla parte destra del torace, così causando la morte del Silvestri”.

Con l’aggravante di aver “agito con crudeltà e di aver commesso il fatto contro persona a cui era o era stata legata da relazione affettiva”.

foggiatoday